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sabato 15 novembre 2014

Post 21_processi di lavorazione industriale del topinambur


I topinambur vengono sottoposti a processi di lavorazione industriale per ottenere prevalentemente tre prodotti: 

TOPINAMBUR ESSICCATO: la radice viene lavata, disidratata e tagliata a cubetti. Questo prodotto, dopo essere stato lasciato in ammollo per qualche minuto, può essere utilizzato come mueslei o come snack.

FARINA DI TOPINAMBUR: la radice viene lavata, pelata, spremuta, disidratata e infine macinata. Questo prodotto si utilizza aggiungendolo in una percentuale del 10% rispetto alla quantità di farina totale nella preparazione di prodotti dolciari.

TOPINAMBUR CONCENTRATO: la radice viene lavata, pelata e spremuta. Il succo viene filtrato e disidratato, ottenendo una polvere. Questo prodotto è utilizzato come dolcificante naturale.

Non sono molte le industrie agricole incentrate sulla lavorazione del topinambur, l'azienda agricola zanchettin giorgio è una di queste.

Post 20_La produzione delle bottiglie in PET

Oltre al vetro, il materiale in cui sono più comunemente realizzate le bottiglie è il PET.



La produzione di questo genere di bottiglie si articola in varie fasi:

ESSICCAZIONE
Prima di poter iniziare il processo vero e proprio di produzione delle bottiglie il PET deve essere essiccato e deumidificato per un periodo che varia dalle 4 alle 10 ore tramite un soffio di aria calda alla temperatura di 170°C.

PLASTIFICAZIONE
Una volta essiccato il PET viene convogliato in una camera di iniezione dove viene riscaldato a una temperatura di 285°C passando dallo stato solido allo stato liquido.

INIEZIONE E STAMPAGGIO
Il PET allo stato liquido viene convogliato in una camera di iniezione in quantità tale da riempire completamente le cavità dell stampo entrando in contatto con la matrice da cui prenderà la forma solificando. Le cavità si trovano a temperature notevolmente inferiori a quella del PET grazie ad un sistema di raffreddamento: ciò permette al PET di solidificare prima di essere espulso dallo stampo.

RAFFREDDAMENTO
Le preforme espulse dallo stampo vengono prelevate da una mano di presa automatizzata anche essa raffreddata per completare il processo di solidificazione.

Per maggiori informazioni consultare questo link.


Post 19_I processi produttivi della bottiglia in vetro

Uno dei principali materiali in cui le bottiglie vengono realizzate è il vetro.
Esistono due tecniche principali per la produzione di bottiglie in vetro: la tecnica presso-soffio (press&blow) e la tecnica soffio-soffio (blow&blow).

Tecnica presso-soffio
In questa tecnica un pistone penetra nella goccia di vetro fuso (1000-1200 °C) e la costringe per pressione in un primo stampo, formando una preforma avente già la bocca definitiva che  presenterà la bottiglia finita. 
La forma definitiva dell'articolo è poi ottenuta in uno stampo finitore (dove il vetro si trova a 450-500 °C) attraverso un soffio di aria compressa a circa 200 bar. Per eliminare le tensioni superficiali che si vengono a creare sulla bottiglia a causa del repentino cambio di temperatura in cui si trova il vetro tra prestampo e stampo finitore, si procede con una ricottura e successivamente con un lentissimo raffreddamento.
Per migliorare la resistenza della bottiglia inoltre, essa viene sottoposta a un trattamento a caldo e un trattamento a freddo per eliminare l'attrito superficiale del vetro.



Tecnica soffio-soffio
Questa tecnica differisce dalla tecnica presso soffio solamente nella fase iniziale: la formazione della cavità è infatti ottenuta non tramite un pistone ma mediante un soffio di aria compressa che fa aderire il vetro fuso allo stampo. Analogamente a quanto avveniva nella tecnica presso-soffio, anche qui l'oggetto otterrà la sua forma definitiva in uno stampo finitore e subirà i processi di ricottura e raffreddamento ed i trattamenti a caldo e a freddo per eliminare l'attrito superficiale.
Questa tecnica è la più utilizzata per la produzione di bottiglie in vetro.

Per maggiori informazioni consultare questo link.